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Attività

 

Mese dell' Educazione

Xa Edizione

 

 

Cos’è il Mese dell’educazione? E’ un mese speciale, il mese di marzo, dedicato ai temi dell’educazione, con il coinvolgimento di tante persone interessate.

L’iniziativa è arrivata alla decima edizione, con una storia piuttosto variegata. Il Mese dell’educazione vuole essere un segno di attenzione verso tutti coloro che sono impegnati nel delicato, complesso, appassionante servizio dell’educazione nei confronti delle nuove generazioni.

Destinatari e protagonisti della manifestazione, con forme significative di partecipazione nella programmazione e nella realizzazione, sono coloro che, a vario titolo, si occupano di educazione delle giovani generazioni, persone impegnate sul campo, con provenienze e appartenenze molteplici: insegnanti in primo luogo, animatori-educatori, operatori pastorali-catechisti, studenti universitari.

L’iniziativa si propone di consolidare relazioni tra soggetti, associazioni e istituzioni che operano in campo scolastico e educativo.

 

 


L’Istituto vescovile “G. Marconi” si è impegnato fin dall’ inizio in questa esperienza, insieme al Centro studentesco “G. Calasanzio” (oggi non più attivo) e anche quest’anno desidera promuovere e coordinare il progetto. Crediamo sia un impegno che corrisponde in maniera profonda alla nostra vocazione e missione.

Cerchiamo di essere una scuola, cioè un luogo di cultura e di educazione; e, proprio in quanto scuola, anche un centro di incontro di proposta. Ci stanno a cuore le nuove generazioni, e ci sforziamo di aiutare le famiglie e la comunità a riflettere sulle esigenze dell’educazione.

Le collaborazioni, a livello diocesano e territoriale, sono state numerose e significative. La Pastorale giovanile e l’Ufficio scuola si sono mostrati molto interessati e disponibili. Nella zona portogruarese siamo in stretto rapporto con le parrocchie, ma anche con altre realtà culturali e sociali.

Il Comune ha dato il suo importante apporto. Le proposte di questi anni sono state molto varie, con momenti vivaci e coinvolgenti: incontri, tavole rotonde, spettacoli, laboratori, testimonianze, mostre, viaggi.

Il tema di quest’anno sarà: “Educare alla giustizia”.

Non solo alla legalità, ma a ciò che sta alla sorgente della legalità: il rispetto verso le persone e il senso del dovere nei confronti del prossimo, della comunità e delle istituzioni. La giustizia è una virtù: cioè una disposizione profonda e concreta della persona, un atteggiamento del cuore che si esprime in sentimenti, parole e scelte.

Riguarda la persona nei confronti delle altre persone e della realtà in generale. Consiste nel riconoscere, da parte nostra, ad ogni persona ciò che le spetta e le compete, a partire dalla sua dignità e verità. Parlare di giustizia significa allora parlare in primo luogo di doveri da parte nostra nei confronti degli altri, dei loro bisogni e dei loro diritti. In questo senso va intesa la definizione classica: «dare a ciascuno il suo» (unicuique suum tribuere).

La giustizia verso gli altri si riassume, come insegna Agostino di Ippona, nella cosiddetta “regola d’oro”, presente nel vangelo e nella tradizione spirituale e sapienziale dell’umanità, di fare loro ciò che vorrei fosse fatto a me, ovvero di non fare loro ciò che non vorrei fosse fatto a me.

Affinché la regola d’oro sia intesa correttamente, occorre che il verbo “volere” in esso contenuto sia assunto nella sua accezione propria, secondo la quale esso designa un desiderio razionale e virtuoso. Il riconoscimento della dignità, della libertà e della trascendenza della persona è il fondamento della giustizia delle leggi, delle istituzioni e dei tribunali. Il diritto – come Rosmini spiega nella Filosofia del diritto (1841-45) – ha come suo fondamento la persona, perché “la persona è il diritto umano sussistente, quindi anche l’essenza del diritto”. Il giusto ordine della società e dello Stato è compito centrale della politica.

Uno Stato che non fosse retto secondo giustizia si ridurrebbe ad una grande banda di ladri, come disse una volta Agostino: « Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?» (De civitate Dei 4, 4). Ecco allora il significato e il valore della giustizia sociale, orientata al bene comune.

Il Papa, nel suo discorso di fine anno 2012 al corpo diplomatico, ha lanciato un appello: si parla spesso di spread finanziario, ma bisogna combattere anche le “crescenti differenze fra pochi, sempre più ricchi, e molti, irrimediabilmente più poveri”, lo “spread sociale”.

A questo spread inaccettabile e scandaloso non possiamo rassegnarci, a partire dai nostri stili di vita.

 

Mese educazione 2013

 

 

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